Pubblicità
9.6 C
Roma
7.5 C
Milano
PubblicitàCaffè Italiano

GEOPOLITICA

Pubblicità
HomeMaschile & SciarraFranco La Magna a "Maschile & Sciarra": “Il cinema italiano non ha...

Franco La Magna a “Maschile & Sciarra”: “Il cinema italiano non ha mai provato alcuna repulsione nei confronti delle donne”

di Giuseppe Sciarra        

Abbiamo intervistato per Maschile & Sciarra, lo storico di cinema, critico cinematografico, scrittore, giornalista, drammaturgo e operatore culturale, Franco la Magna. Franco ci ha parlato della sua visione nel rapporto tra uomini e donne, delle ingerenze religiose a tal proposito, del modo di rappresentare le donne nel mondo del cinema e nella letteratura, soprattutto siciliana, e di tanto altro. La Sicilia con la sua cultura e la sua storia è al centro degli studi di Franco. Il legame fortissimo con la sua terra è l’elemento cardine di molti suoi approfondimenti e analisi sul cinema di ieri – e sarà anche tra i temi della nostra intervista.

Ti piace il politically correct? Pensi che stia cambiando la nostra società in positivo?
Se fosse realmente applicato potrebbe, ma francamente non credo che sia un obiettivo di prossimo conseguimento.

In che cosa secondo te il mondo maschile dovrebbe fare mea culpa?
Nell’aver considerato da sempre quello femminile inferiore, con l’aiuto della Chiesa cattolica e delle altre confessioni religiose.

Perché certi uomini reagiscono male alla critiche verso il patriarcato?
Perché non vogliono rinunciare all’idea di perdere il potere dominante sulle donne.

Come ti spieghi la rabbia che alcuni uomini hanno verso le donne e il femminile?
La rivoluzione femminista, storicamente iniziata con varie differenze temporali nei paesi europei e purtroppo ancora in embrione nei paesi arabi e in molte altre parti del mondo, ha totalmente sconvolto, laddove è avvenuta, a partire dai cosiddetti paesi avanzati (Europa, America del Nord…), i vecchi rapporti uomo-donna, fondati sul dominio dell’uomo sulla donna, secondo la vecchia e assurda convinzione dell’inferiorità naturale della donna, torno a dire, propalata e appoggiata dalle varie confessioni religiose. Basti pensare alla predicazione della patristica cattolica, di S. Paolo, ad esempio, che diceva: “Donna porta dell’inferno e madre di tutte le miserie”. Molti uomini si ostinano, ancor oggi, a non voler accettare un rapporto paritetico con le donne, con le loro mogli o compagne, ancorati come sono ad una “ideologia della diseguaglianza”, ormai del tutto anacronistica e dannosa ad un sano sviluppo della società.

Separarsi quando si hanno dei figli ha portato molti uomini divorziati alla soglia della povertà, come vedi la questione del mantenimento?
Questa è davvero una delle contraddizioni contemporanee, fondata probabilmente sull’ancora, purtroppo reale, subordinazione economica delle donne nei confronti dell’uomo, ma ancora – credo – sulla prevalenza della maternità sulla paternità. I figli vanno sempre affidati alle madri, tranne casi eccezionali. La contraddizione sta nell’applicazione, francamente non so dire quanto spesso, ma senz’altro esistente, di condizioni gravose anche quando non ce ne sia assoluta necessità.

Gli uomini subiscono discriminazioni?
Penso proprio di si. La tipologia delle discriminazioni non è legata soltanto al sesso, se è questa quella a cui ti riferisci. Il “diverso” in genere è ancora discriminato, non sempre fortunatamente. Ma esiste anche una discriminazione nell’ambito delle attività lavorative, nei confronti degli immigrati, ecc…

La letteratura siciliana di cui sei grande promotore e appassionato cosa ti ha insegnato degli uomini e delle donne siciliane?
La letteratura siciliana ha dato i natali ai rappresentanti della cosiddetta “fallocultura” (Brancati, Patti…), ma ovviamente non soltanto a quella (basti pensare al “Gattopardo” di Tomasi di Lampedusa e a molti altri). Tuttavia non credo che anche la prima abbia fatto strame dell’universo femminile. Al contrario, mi pare che lo abbia addirittura idealizzato. La donna sì fonte di piacere, ma anche essere misterioso, da amare, più vicino alla natura…

Ultimamente si è parlato molto dei casi di stupro a Palermo e Catania. Credi che questa ondata di violenza sia influenzata anche da una disparità tra uomini e donne che ancora persiste in Sicilia?
Sicuramente in Sicilia, soprattutto tra la generazione ancora in vita degli anni ‘40 e ‘50 del secolo scorso, persiste ancora (ma soprattutto nei piccoli centri dell’entroterra, nelle campagne, tradizionalmente più lente ad assorbire ed accettare i cambiamenti) la vecchia mentalità patriarcale, destinata comunque a scomparire e spesso accettata – obtorto collo o per assurda convinzione – dalle stesse donne di quelle generazioni. Il problema della
violenza di genere, tuttavia, è legata ad un distorto concetto della “virilità”, della potenza sessuale maschile da imporre con la forza e delle donne considerate come mero oggetto di piacere. Fortunatamente la legislazione italiana ha fatto grandi passi considerandolo un delitto contro la persona.

Da storico del cinema e critico cinematografico c’è un film in cui hai apprezzato particolarmente il modo in cui veniva tratteggiata la mascolinità di un personaggio maschile?
Forse i film di Paul Schrader, uno dei più influenti registi e sceneggiatori americani della “Nuova Hollywood”. Lo stesso American gigolò (1980), in relazione alla redenzione, tra i temi preferiti di Schrader. Il protagonista (Richard Gere) alla fine si innamora davvero e viene scagionato dall’accusa di omicidio dalla confessione della donna, moglie di un senatore, di cui è innamorato che a sua volta lo ricambia.

Secondo te il mondo del cinema italiano è stato misogino?
Non credo proprio. Il cinema italiano non ha mai provato alcuna repulsione nei confronti delle donne. Semmai il contrario. Ne ha fatto sempre spasmodico oggetto di desiderio, tranne in qualche film morboso, splatter, con protagonista un caso patologico, di un maniaco che odia le donne

La settima arte oggi che contributo può dare alla parità di genere?
Enorme, come del resto ha già fatto in passato, promuovendo a coraggiose e intelligenti protagoniste di migliaia e migliaia di film vere e proprie schiere di donne. Purtroppo oggi il cinema non è più, come diceva il nostro grande Federico Zeri in riferimento al XX secolo, “l’arte guida”. Per quanto l’immagine, ora frammentata in mille rivoli, continui a condizionare e influenzare grandemente la nostra esistenza.

 

 

(24 Marzo 2024)

©gaiaitalia.com 2024 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 





 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



Pubblicità

LEGGI ANCHE