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L’amore è uno strumento di “distrazione di massa”?

di Giuseppe Sciarra

Tempo fa, parlando con un amico di come l’amore sentimentale sia sopravvalutato in una società narcisista e egoriferita come la nostra, sono rimasto assai incuriosito da una sua frase detta con ironia e puntuale lucidità: “L’amore è uno strumento di distrazione di massa”. Il mio amico con la sua esternazione schietta che a molti potrà sembrare cinica non ha detto in realtà una cosa così infondata. L’amore è stato utilizzato negli anni dai media e dalla nostra società schizoide per esortare (o costringere) le persone a volersi bene ad ogni costo poiché bisogna stare in coppia, fidanzarsi o sposarsi, oppure mirare semplicemente ad amare; gli uomini e le donne non possono vivere senza amore – il che suona come un’inquietante minaccia oltre che come uno slogan pubblicitario di qualche multinazionale che sa che fare leva sui sentimenti porta sempre profitto.

La letteratura ci ha proposto personaggi meravigliosi che vivono amori e tormenti del cuore memorabili per i sogni di chi legge, a partire da Amore e Psiche, Beatrice e Dante, Renzo e Lucia, fino ad eroi ed eroine tragiche, (ma meravigliose e irrinunciabili), come Madame Bovary o la sfortunata Maria di Storia di una capinera di Verga. Anche il teatro e il cinema hanno dato man forte all’amore e ai sogni vorticosi e all’estasi che suscita. La società dei consumi però, per il suo dna difettato e tossico e per la sua natura effimera e disumana, ha banalizzato nelle fondamenta l’amore e la sua purezza trasformandolo in un prodotto di marketing ad un uso e consumo delle masse. Abbiamo assistito negli ultimi settant’anni a un love bombing che non ha precedenti nella storia dell’umanità su quanto sia essenziale e vitale per l’essere umano innamorarsi e amare.

La sfera sentimentale tiene fin troppo banco nella vita personale e sociale della gente, quasi a livelli patologici e morbosi. Da quando siamo piccoli siamo massacrati da un’idea di amore necessario e vitale per avere un’esistenza degna di senso. Ci vien detto che l’altra metà del cielo o della mela ci aiuterà a risolvere noi stessi perché è la nostra parte mancante, che dobbiamo essere tutti dei Romeo e Giulietta, ossia dei perenni adolescenti e via dicendo. Ma è così? Guardandosi attorno si ha l’impressione che per molta gente l’amore conti troppo, talmente tanto da non contare niente se non per appagare la propria vanità o i propri vuoti esistenziali.

Molta gente fa dell’assenza di amore e di un partner una vera malattia al cui confronto i peggiori mali di questa terra sono un giro di giostre al luna park. I malati di amore vanno alla ricerca disperata di questo ennesimo presunto sacro graal mettendosi in situazioni talvolta anche pericolose, chiudendosi in rapporti possessivi e intossicati da gelosie, invidie, egoismi, divieti e meschinità. Secondo il mio coraggioso amico chi cerca l’amore compulsivamente ha poche passioni, pochi interessi, pochissimi se non nulli ideali, una cultura sommaria o accademica e una visione della vita limitata e limitante.

Precisiamolo. Non sono e non siamo – parlo a nome anche del mio amico – contro l’amore ma ci pare eccessivo il modo in cui viene vissuto in questa società. Non crediamo a chi si innamora dell’amore e ne fa la propria ragione di vita (e si danna per averlo), perché diamo peso anche ad altre forme d’amore che non riguardano solo la sfera sentimentale: gli affetti famigliari, gli amici, gli amori per gli animali; tutte forme d’amore in cui benché non subentri il sesso ci può essere un grande coinvolgimento emotivo e spirituale (e che fanno star bene oltre ad avere un grande inestimabile valore). Non crediamo a chi si innamora dell’amore e lo cerca come una dose di eroina mitizzandolo più per i propri benefici personali che per il presunto oggetto d’amore – un feticcio che rappresenta spesso i gusti che ti vengono inculcati dalla cultura mediatica.

Crediamo che l’amore sia stato utilizzato come strumento di distrazione di massa? Sì. Se i malati d’amore scendessero in piazza a protestare per il trattamento dei migranti, per i salari bassi, per le diseguaglianza tra uomo e donna con la stessa foga e la stessa perseveranza (che hanno nella sfera affettiva) il mondo cambierebbe veramente. Se i malati di amore concentrassero tutta la loro energia oltre che nella ricerca dell’anima gemella anche in qualche loro talento avremmo più persone interessanti e curiose in un occidente anestetizzato da un troppo amore soffocante, teatrale e morboso. Abbasso l’amore a uso e consumo delle masse come strumento di distrazione di massa. Perché tutto questo amore famelico lo vomitiamo, ci annebbia e ci allontana dalla realtà – non solo di noi stessi ma del mondo intero. Questa sovrabbondanza di amore ci sta facendo perdere tutto il resto e prima lo capiremo, prima impareremo a non amare con ingordigia.

 

(15 novembre 2023)

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