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giovedì, Settembre 29, 2022

Sul PNRR il presidente Bonaccini predica bene e razzola male

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di Massimo Mastruzzo

Predicare bene: “Siamo chiamati a realizzare il più grande piano di investimenti per far ripartire il Paese. E siamo chiamati a farlo in tempi record, pena la perdita delle risorse. Un’occasione unica per tutta l’Italia, non per il Nord o per il Sud. Che il Mezzogiorno sia una questione nazionale è evidente. Che il meccanismo si inceppi dove le strutture amministrative e la capacità di spesa sono più deboli è altrettanto evidente”.

Razzolare male: “L’unica cosa che chiedo espressamente al governo è: monitoriamo bene e interveniamo laddove necessario, anche riassegnando le risorse non spese a chi dimostra più efficienza. Sarebbe grottesco restituire risorse all’Ue”.

Un ossimoro morale racchiuso in questo passaggio del presidente della regione Emilia-Romagna: “Interveniamo laddove necessario, anche riassegnando le risorse non spese a chi dimostra più efficienza.” Come dire: diamo più cibo a chi gli spetta, ma se negli anni questi non ha avuto i soldi necessari per curarsi i denti, e per questo non dovesse riuscire a mangiare quanto gli spetta, ci riprendiamo e ci mangiamo noi quel cibo.

Bonaccini, nel tentativo di differenziarsi dal sindaco leghista di Ferrara, Alan Fabbri, che riferendosi al PNRR parla di “rischio assistenzialismo al Sud”, sostiene che “Sarebbe grottesco restituire risorse all’Ue”. Non prendere minimamente in considerazione la possibilità di trovare una soluzione che sostenga progettualità necessaria a far spendere i fondi del PNRR dove è più necessario farlo, come d’altronde indicato dalla UE attraverso quei criteri di ripartizione che hanno assegnato all’Italia la somma maggiore non certo per andare incontro alla mancata coesione sociale presente nelle regioni di Bonaccini, Fontana o Zaia, è la palese dimostrazione che questa nazione non ha mai considerato l’unità come priorità nazionale. Sembra che per Bonaccini (e gli altri), per sentirsi italiani, sia sufficiente dare la possibilità di emigrare, ancora, dalle regioni del Mezzogiorno d’Italia, verso le regioni del nord.

Per il Movimento per l’Equità Territoriale, grottesco è il solo pensare che l’Alta Velocità possa essere pagata da tutti gli italiani e disponibile solo per una parte; ritenere normale che politiche sperequative, non solo non hanno redistribuito i fondi per gli investimenti secondo principi di solidarietà e di giustizia sociale su tutto il territorio nazionale, ma che addirittura, in alcuni casi, hanno sottratto, mediante stratagemmi contabili come le variabili “dummy”, con la mancata individuazione dei Livelli Essenziali delle Prestazioni e la non corretta applicazione della L. 42/2009, risorse preziose per lo sviluppo dei territori e la giustizia sociale nei confronti dei cittadini meridionali e delle aree interne.

E ancora, è vergognoso, che Bonaccini (e gli altri) non ritengano “grottesco” che ci sia una mobilità sanitaria che beffandosi della Costituzione, muove un enorme flusso di denaro: circa 4,6 miliardi di euro che coinvolge quasi 800mila italiani, del Sud, che migrano da Napoli o da Reggio Calabria per farsi operare nei poli d’eccellenza della Lombardia e dell’Emilia Romagna. Una situazione talmente subdola che se bloccata penalizzerebbe le cliniche all’avanguardia dell’asse Milano-Bologna. L’ipocrisia impedisce a Bonaccini (e gli altri) di dichiarare che questa disomogeneità territoriale sanitaria non solo è a bilancio, nella voce entrate delle strutture sanitarie delle regioni del nord Italia, ma alimenta anche l’indotto sorto a ridosso delle cittadelle della salute: alberghi, negozi, appartamenti?

Per quanto mi riguarda, mio caro Bonaccini, è anomalo che Lei non consideri grottesca tutta questa disomogeneità territoriale che, contravvenendo a quanto previsto dall’art 3 della costituzione, ha talmente contraddistinto negativamente l’Italia, da fargli assegnare la quota più alta dei fondi europei.

*Direttivo nazionale M24A-ET – Movimento per l’Equità Territoriale

 

(15 febbraio 2022)

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